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'Cyberpedofilia a Modena: è fondamentale educare i bambini'

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La Caramella buona: 'Il cyberpedofilo può contattare chiunque utilizzi la chat, approfittando dei momenti di solitudine del bambino'


'Cyberpedofilia a Modena: è fondamentale educare i bambini'
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Grazie al controllo da parte di un papà della chat Tik Tok di suo figlio, è stato scoperto un nuovo modo di adescamento dei minori a Modena, immediatamente sottoposto alle competenti autorità (che hanno già identificato il soggetto). Importante anche il tempestivo intervento della Dirigente scolastica che – nel pomeriggio di ieri – ha diramato un comunicato per avvertire i genitori del rischio.

L’Associazione “La Caramella Buona” – da sempre in prima linea per la lotta alla pedofilia – interviene sul caso precisando 'che tale tipo di pedofilia è assai subdolo, mancando dei connotati classici del contatto diretto con il minore ed essendo praticabile anche dal pedofilo inibito. Il cyberpedofilo può contattare chiunque utilizzi la chat, approfittando dei momenti di solitudine del bambino per entrare inizialmente in confidenza con lui e, solo in seguito, approcciare con argomenti sessuali'.

'I bambini sono curiosi e non comprendono la gravità del comportamento del loro interlocutore (di cui si fidano come se fosse un caro amico o un fratello maggiore), giungendo ad assistere ad atti di esibizione e/o ad inviare proprie foto osè. La strada maestra per combattere la pedofilia e la cyberpedofilia – afferma l’avvocato Mariella Bonghi del Foro di Modena – è quella dell’informazione: solo bambini informati sui pericoli della società reale e virtuale, possono riconscere i comportamenti a rischio. Certo il controllo dei genitori è fondamentale, ma i pericoli sono tanti e tali che si rende necessario prevenire il fenomeno dotando i minori degli strumenti cognitivi per riconoscere gli abusi”.

 


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